Scorci

Scorci

Nel gelo

ritrovo il ricordo

di quel giorno ventoso

tra i caruggi assonnati,

le vie diritte

e strette

che portano al mare.

Strideva

l’odore del piscio

col profum di salsedine

e garriva il gabbiano

mentre a Genova

si bagnava il suo umore:

nero nel nero,

mare nel cielo.

E’ novembre

anche qui

e di fuori dal vetro

non v’è traccia di onde

ma resta un cielo

che è un grave pastrano

povero e muto

del colore dei fossi,

sporchi riflessi

che distorcono l’ombra

dell’autunno maturo

e lo sporcano pure.

 

 

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Poesia fiume

Poesia fiume

Si mozza il respiro

spaccato a metà

come l’estate afosa

che disegna ragnatele

sul terriccio dei campi

quando fa caldo e non piove,

poi torna d’un tratto

ma è sordo,

arrochito,

tremulo

perché tu stai soffrendo

e lo vedo,

lo sento.

/

Lo vedo nello sguardo

spento di nebbia grigia,

freddo d’un velo strano

e ti vedo che piangi

nel cuore, nel buio

lo sento che qualcosa si rompe

e non scocchi sorrisi

come gli strali d’un tempo

e ti torturi le mani

come se avessero colpe,

così parli e continui per ore

e ricacci alla fonte il tuo pianto:

con rabbia trattieni

tutto ciò che senti dentro.

/

Io mesto

un poco tristo

t’osservo di fianco

e tu forse t’acquieti

sapendo che in fondo

davanti al disastro

non hai di che temere

perché io ti sorreggo

e saprò essere saldo

come il traliccio di legno

al quale s’arrampica il raspo;

così abbi coraggio

poiché in questa tempesta

saremo già al porto

quando ci coglierà il tramonto.

 

 

 

 

 

 

 

 

Respiro, prima del salto

Respiro, prima del salto

Nessuno

t’insegna il coraggio

d’esser felice,

lo impari vivendo,

o più spesso sbagliando

e lo trovi nascosto

nelle corse sudate

e nei baci in cortile,

negli scritti d’amore

con le parole storpiate,

nel salto a pié pari

dentro la pozza di fango;

cosa vale lo sguardo

di chi scruta sbuffando

e sussurra beffardo

d’esser contrario?

 

/

 

Io felice ricordo

l’occhiolino del nonno

che dice ridendo

Non dirlo alla nonna

mentre seduto composto

stringo in mano il volante;

il coraggio, io penso

è roba di prime volte:

bugia e pentimento,

nicotina e tabacco

poi sesso inesperto

bacio e tradimento,

nessuno t’insegna

ma lo scopri da te.

 

/

 

Il coraggio

lo trovi nascosto

nel respiro sconnesso

che strappi a te stesso

prima d’un bacio incerto,

che non sai se sia giusto

ma tu intanto hai già scelto

e non creder sia poco

dimenticare il rimpianto

e buttarsi di sotto

che non sempre si trova

qualcuno già pronto

all’atterraggio.

 

/

 

Nessuno

ti spinge a due mani

se ti trovi sul bordo,

il piacere od il gusto

è tuo e tuo soltanto,

c’è chi ti tende la mano

e ti dice: “Voliamo?”

chi chiede purtroppo

Davvero vogliamo?

è come sempre questione

di pochi dettagli

e io sappi non dico

d’esser sempre sicuro,

ma ti giuro che intanto

che ti stringo la mano

ho già spiegato le ali.


 

L’immagine in evidenza è un dipinto di Ron Hicks, scopri di più: Clicca qui

 

Poesia d’amore, ma senza pretese

Poesia d’amore, ma senza pretese

Ti scrivo

una poesia un po’ diversa,

ma prima mi scuso

se non sono diretto,

lo sai son prolisso

e parlo ed inciampo

e non trovo mai il giusto,

le parole più adatte

ma solo mi incaglio

nel tuo mare ormai mosso

ma ho dentro uno scoglio

che graffia e ribalta

su, dammi un secondo,

un respiro profondo,

e poi giuro che parlo.

/

Ti scrivo

ed ho l’anima in fiamme

perché ho solo vent’anni

e mi sembra sia strano

pensarti al mio fianco

e volerti davvero

in ogni cosa che faccio,

ti scrivo e son calmo

ed il fuoco si cheta

perché quando sei in volo

e cadi per terra

non hai molta paura

del suolo che avanza;

è solo una danza?

Allora balla con me!

/

Io giuro

che in questa poesia,

anche se parlo per versi

forse troppo perversi,

ci metto del vero,

ci metto il mio meglio,

ci sbatto la faccia

e ti dico che in fondo

anche se sei lontana

e pensi che forse

sia solo un momento

oppure un ricordo

da scagliare con forza,

io ti giuro che tanto

nel tuo cuore lo sai

che indietro ritorna.

/

Ritorna

questo nostro amarci

un po’ strano, un po’ triste

fatto di gesti celati

e sorrisi nascosti,

di corpi intrecciati

in un piccolo letto

e di amore sudato

su un tappeto marrone,

ritorna davvero,

non sperare che passi

perché è una fosca illusione

perché lo sguardo non mente

né dimentica i baci,

le promesse d’amore.

/

Ricordi

la montagna ventosa,

i panni schioccanti,

le mani intrecciate,

i passi ritmati,

poi i baci rubati

e quelli mai dati

perché forse è sbagliato?

Ricordi i miei pianti

ed i tuoi singhiozzi,

essere nudi davvero

nello sguardo dell’altro,

tu che nome sai dare

al petto che esplode

se noi siamo vicini?

/

Io per primo

un nome l’ho dato

a ‘sto sentimento:

l’ho chiamato coi baci,

col “mi manchi” spirato

e una carezza sul viso,

l’ho guardato mutare

e cambiare vestito,

è cresciuto montando

come fosse marea,

è salito di tono

ed ha cercato incauto

le note più alte

per mutar melodia

ma mai cambiare canzone.

/

Io spero

ora che sei lontana,

ed hai il “presente” al tuo fianco,

il “passato” negli occhi

e il “futuro” che, incerto,

ha un altro sorriso,

io spero davvero

che tu sappia durare

e non cedere il passo

al vecchio sentiero,

ma che tu voglia provare

il mio passo sul tuo

per tracciarne di nuovi

e condividere il peso

di questo cammino.

/

Son molte

le parole che porto

che vorrei dirti,

così scrivo a matita

questa lunga poesia

ed ho quasi finito

ogni bordo di foglio,

ogni libro di scuola

e so che non esiste

alcun tipo d’esame

che io voglia passare

che non sia questo d’amore

per vedere se dura

e se è vero e reale

‘sto sentimento.

/

Ora mi fermo

e basta versare

inchiostro o grafite

su ogni pezzo di mondo,

così aspetto un tuo gesto

anche il più insulso

un “ti penso” sbadato

o qualcosa di più

che nemmeno so io

che cosa vorrei,

so solo che se guardo al futuro

io vedo tutto sfocato

ma te ti ci vedo

e sei la sola certezza

in questo mio oblio.


 

Il dipinto in copertina si intitola “Draped Portrait I” della pittrice canadese Heather Horton. Potete ammirare i suoi lavori sul suo sito: http://heatherhorton.com/

 

 

Colpo di fulmine

Accade

una volta su molte

su cento, su mille,

d’innamorarsi,

d’amare davvero

che appena la vedi

non sai il nome, il suono,

il film preferito, se è dolce

se sa cucinare,

se è donna fedele, se ama,

se prega spesso

e se è brava a letto,

ma solo lo sai

d’amarla soltanto;

insomma un amore

vero, fatto e finito

come quello che, dai

ma come si dice?

Un colpo di fulmine.

/

Cammini

o forse stai fermo,

dipende dal mondo

da cosa Lui tiene

in serbo per te,

insomma ti accade

che inciampi, che cadi,

che sbatti la testa,

che è buio d’un tratto

ma è mezzogiorno,

oppure di notte

esplode il sole e sei cieco

e cazzo, ci credi?

Mi sono sentito

come se nulla potesse

andare più storto.

/

Lo sai?

Io non ero pronto,

non lo sono tutt’ora,

ma nessuno ti aspetta

e tocca saper incassare,

e sorridere anche,

perché quello è importante

rispondere sempre:

Sì, va tutto bene

ed aggiungere anche

Splendidamente

a chi finge interesse.

/

Fosse anche che invece

non dovrebbe accadere

d’innamorarsi

e dicon sia ingiusto

incoerente e sbagliato

amare d’un tratto

di colpo, di fretta.

Ma non la conosci!

e sì, chiedo scusa

non sapevo che amare

fosse cosa di anni

a me è bastato un istante

e lo serbo tutt’ora

il ricordo tagliente

dei suoi occhi nei miei.

/

L’ho subito amata

e mi sono sentito

come quando cadendo

allunghi la mano

per cercare l’appoggio

un braccio, qualcuno

che possa salvarti

ed io vi assicuro

che dentro i suoi occhi

ci stavo affogando,

per sbaglio lo giuro,

non volevo davvero;

che lei è la donna di un altro

e un bacio lo so

non cancella le cose

ed io resto soltanto

un povero illuso.

/

Un bacio soltanto,

poi un altro solo, prometto,

E’ l’ultimo, giuro“,

perchè nessuno ci ferma?

Qualcuno, un incendio

qualcosa di grave

che ci faccia dire:

Hai visto, è sbagliato

è un segno nefasto,

non farlo mai più!“.

Ma non si cancella la foga

ed un fiume corre

e sempre al mare si immerge,

così sono qui

che cado ed affondo

e allungo il mio braccio

uno slancio, un secondo

e trovo alla fine

di questa caduta

la tua mano tesa

e forse cadere

non è cosa malvagia

se alla fine di tutto

io cado con te.

Caduta libera

Caduta libera

Mi ami?

lo chiede così

senza dire null’altro,

solo lo chiede

che mi trema lo sguardo

e lui ci nuota beffardo,

non mi sfiora

né mi si fa vicino

ma rimane sdraiato

a guardarmi dall’alto,

così io tentenno

col “ti amo” ad un passo

ma che si blocca incauto

tra respiro e pianto.

/

Lui coglie il sussulto

e lo fa sempre

senza che io dica niente

ma giuro vorrei

dire ed urlare

mille ed altre parole

ma solo non posso,

non riesco, non credo

oppure non voglio

scavare più a fondo

in questo mio orgoglio.

/

Lui appoggia

i suoi occhi profondi

sui miei gonfi di pianto

e mi confessa il suo amore,

libero sfogo

del suo sentimento

che è mio,

che è nostro

ed io non posso

tacergli che l’amo

così lo faccio:

fanculo il rimpianto.

 

 


Il dipinto si intitola “Shooting star” del pittore britannico Nigel Van Wieck

 

 

 

 

 

 

 

Noi viviamo per dire sempre addio

Noi viviamo per dire sempre addio

Nel silenzio della notte

tutto è più fragile:

l’amore scricchiola,

il cuore si sgretola,

il pensiero si sbriciola.

/

Mi sveglio e rivedo

te al mio fianco

e so che domani

sarà davvero uno strazio

fuggir di soppiatto.

/

Son qui nel tuo abbraccio

un’ultima volta soltanto

per brindare furiosi

a un amore finito,

sei qui e sono solo.

/

Basterebbe un sussurro del vento

per far compagnia:

il frinire delle cicale,

un treno lontano,

il bacio del sonno.

/

Ma tutto tace

e in sogno rimbombano

le corse sudate

e i fuochi d’artificio

nella fiera di paese.

 


 

Il titolo è tratto da un aforisma di Rainer Maria Rilke.

L’immagine è un quadro dell’artista Liu Xiaodong, intitolato “Love” (1995)