Sei

la lama di luce

che filtrando si posa

su ogni contorno:

lasci sospesa

una costellazione

e rendi più bella

anche questa penombra.

/

Candidamente

si posa il pulviscolo

e pare sia neve

quando, delicato,

disegna tremule traiettorie

prima di fuggire

sospinto dal soffio

del tuo respiro dormiente.

/

Ma il pavido sole

d’un tratto prende congedo,

spegnendo la galassia

di polverosi astri

e la stanza pare di nuovo

una cosa comune

se non fosse per te:

mia pallida luna.

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