Ti scrivo

una poesia un po’ diversa,

ma prima mi scuso

se non sono diretto,

lo sai son prolisso

e parlo ed inciampo

e non trovo mai il giusto,

le parole più adatte

ma solo mi incaglio

nel tuo mare ormai mosso

ma ho dentro uno scoglio

che graffia e ribalta

su, dammi un secondo,

un respiro profondo,

e poi giuro che parlo.

/

Ti scrivo

ed ho l’anima in fiamme

perché ho solo vent’anni

e mi sembra sia strano

pensarti al mio fianco

e volerti davvero

in ogni cosa che faccio,

ti scrivo e son calmo

ed il fuoco si cheta

perché quando sei in volo

e cadi per terra

non hai molta paura

del suolo che avanza;

è solo una danza?

Allora balla con me!

/

Io giuro

che in questa poesia,

anche se parlo per versi

forse troppo perversi,

ci metto del vero,

ci metto il mio meglio,

ci sbatto la faccia

e ti dico che in fondo

anche se sei lontana

e pensi che forse

sia solo un momento

oppure un ricordo

da scagliare con forza,

io ti giuro che tanto

nel tuo cuore lo sai

che indietro ritorna.

/

Ritorna

questo nostro amarci

un po’ strano, un po’ triste

fatto di gesti celati

e sorrisi nascosti,

di corpi intrecciati

in un piccolo letto

e di amore sudato

su un tappeto marrone,

ritorna davvero,

non sperare che passi

perché è una fosca illusione

perché lo sguardo non mente

né dimentica i baci,

le promesse d’amore.

/

Ricordi

la montagna ventosa,

i panni schioccanti,

le mani intrecciate,

i passi ritmati,

poi i baci rubati

e quelli mai dati

perché forse è sbagliato?

Ricordi i miei pianti

ed i tuoi singhiozzi,

essere nudi davvero

nello sguardo dell’altro,

tu che nome sai dare

al petto che esplode

se noi siamo vicini?

/

Io per primo

un nome l’ho dato

a ‘sto sentimento:

l’ho chiamato coi baci,

col “mi manchi” spirato

e una carezza sul viso,

l’ho guardato mutare

e cambiare vestito,

è cresciuto montando

come fosse marea,

è salito di tono

ed ha cercato incauto

le note più alte

per mutar melodia

ma mai cambiare canzone.

/

Io spero

ora che sei lontana,

ed hai il “presente” al tuo fianco,

il “passato” negli occhi

e il “futuro” che, incerto,

ha un altro sorriso,

io spero davvero

che tu sappia durare

e non cedere il passo

al vecchio sentiero,

ma che tu voglia provare

il mio passo sul tuo

per tracciarne di nuovi

e condividere il peso

di questo cammino.

/

Son molte

le parole che porto

che vorrei dirti,

così scrivo a matita

questa lunga poesia

ed ho quasi finito

ogni bordo di foglio,

ogni libro di scuola

e so che non esiste

alcun tipo d’esame

che io voglia passare

che non sia questo d’amore

per vedere se dura

e se è vero e reale

‘sto sentimento.

/

Ora mi fermo

e basta versare

inchiostro o grafite

su ogni pezzo di mondo,

così aspetto un tuo gesto

anche il più insulso

un “ti penso” sbadato

o qualcosa di più

che nemmeno so io

che cosa vorrei,

so solo che se guardo al futuro

io vedo tutto sfocato

ma te ti ci vedo

e sei la sola certezza

in questo mio oblio.


 

Il dipinto in copertina si intitola “Draped Portrait I” della pittrice canadese Heather Horton. Potete ammirare i suoi lavori sul suo sito: http://heatherhorton.com/

 

 

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